Per nascita della Repubblica Italiana si fa riferimento al periodo storico che ha segnato il passaggio da monarchia a repubblica.La scelta di questo passaggio fu determinata dai cittadini, che il 2 giugno del 1946, al termine della II Guerra Mondiale, votarono la forma di … Successivamente il sovrano re partì immediatamente in esilio volontario ad Alessandria d'Egitto. La vera pace – disse un saggio – è quella delle anime. Il 2 giugno 1946 ebbe luogo il referendum istituzionale che sancì la nascita della Repubblica Italiana. Decreto legislativo luogotenenziale nº 98 del 16 marzo 1946, Archivio storico delle elezioni - Risultati referendum del 1946, Decreto legislativo presidenziale 19 giugno 1946, n.2, Articoli di differenti giornali nell'archivio del Senato, http://www.rivisteweb.it/doi/10.1410/38527, Sistema politico della Repubblica Italiana, Referendum istituzionale del 2 giugno 1946, https://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Nascita_della_Repubblica_Italiana&oldid=116837170, Storia dell'Italia nel secondo dopoguerra, Template Webarchive - collegamenti all'Internet Archive, Voci non biografiche con codici di controllo di autorità, licenza Creative Commons Attribuzione-Condividi allo stesso modo. Location. Chiusa il 29 giugno e dal 1 al 26 agosto. Dobbiamo avere la coscienza dell'unica forza di cui disponiamo: della nostra infrangibile unione. Crea Alert 18- 6 -2016. La Festa della Repubblica rappresenta un momento di coesione e di responsabilità' di tutti, dal quale trarre quella spinta di cui il nostro Paese ha bisogno. Considerata l’emergenza sanitaria in corso e la straordinarietà del momento che stiamo vivendo, i divieti di assembramento e le norme sul distanziamento che rendono impossibile la manifestazione tradizionale, con la parata e la folla ai Fori Imperiali, la ricorrenza istituzionale del 2 giugno, giunta quest’anno al 75° anniversario, assume un particolare significato: il documento su cui si fondano i principi della democrazia, frutto del lavoro delle madri e dei padri costituenti, diventa uno strumento vitale, etico, morale e per il rispetto di quei valori di libertà e dignità umana che fa grande un Paese anche nei momenti di difficoltà e che ci protegge, tra i tanti, dai virus dell’odio. L'Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro. Ennio Di Nolfo, Le speranze e le paure degli italiani 1943 … I sostenitori della causa monarchica hanno lamentato azioni di disturbo e brogli elettorali nella consultazione popolare. Da Gigi Speroni, Il testo del proclama si trova pubblicato sul sito, Molti monarchici non riconoscono tuttavia Vittorio Emanuele come pretendente al trono, preferendogli il cugino, Indro Montanelli, Mario Cervi, cit., 1985, p. 35, Indro Montanelli, Mario Cervi, cit., 1985, p. 38, Indro Montanelli, Mario Cervi, cit., 1985, p. 39, Indro Montanelli, Mario Cervi, cit., 1985, p. 40, Indro Montanelli, Mario Cervi, cit., 1985, p. 41, Indro Montanelli, Mario Cervi, cit., 1985, p. 43, Gazzetta Ufficiale n. 134 del 20 giugno 1946, elessero anche i componenti dell'Assemblea Costituente, Partito Socialista Italiano di Unità Proletaria, Emblema adottato dalla Repubblica Italiana. Viva l'Italia! Improvvisamente questa notte, in spregio alle leggi ed al potere indipendente e sovrano della Magistratura, il governo ha compiuto un gesto rivoluzionario, assumendo, con atto unilaterale ed arbitrario, poteri che non gli spettano e mi ha posto nell'alternativa di provocare spargimento di sangue o di subire la violenza. Il 54% degli elettori scelse la repubblica dando vita all’Italia che conosciamo oggi. Il 10 giugno 1946, dopo 85 anni di regno, la Corte di cassazione dichiara la nascita della Repubblica Italiana. 2 giugno - Primo giorno di votazioni per il referendum istituzionale e per l', 7 giugno - Un gruppo di professori monarchici dell', 10 giugno - La Corte di Cassazione secondo quanto attestato dai verbali, proclama i risultati del, 11 giugno - Gli organi d'informazione danno ampiamente notizia della vittoria della Repubblica. Quello stesso giorno vennero inoltre eletti i 556 deputati che avrebbero fatto parte dell’Asse… Rivolgo il mio pensiero a quanti sono caduti nel nome d'Italia e il mio saluto a tutti gli Italiani. Gli esponenti dei partiti favorevoli alla Repubblica protestarono, ritenendo che l'assunzione dei poteri regali, da parte del luogotenente del Regno, contrastasse con l'art. Venne così riconosciuto il suffragio universale, dopo i vani tentativi fatti nel 1881 e nel 1907 dalle donne dei vari partiti. Quei monarchici di Napoli uccisi anche dalla storia. Si celebra infatti la nascita della Repubblica Italiana Spero che almeno in questo giorno di festa la smettiamo di dividerci per ogni cosa… e ci auguriamo … 13 giugno - Dopo una riunione notturna, il governo delibera che, a seguito della proclamazione dei risultati data il 10 giugno, da parte della Corte di Cassazione, le funzioni di Capo provvisorio dello Stato, in base all'art. Il verbale, tuttavia, si concludeva con una frase ambigua: «La corte, a norma dell'art. 23 aprile 1946, n. 219, emetterà in altra adunanza il giudizio definitivo sulle contestazioni, le proteste e i reclami presentati agli uffici delle singole sezioni e agli uffici circoscrizionali o alla stessa corte concernenti lo svolgimento delle operazioni relative al referendum; integrerà i risultati con i dati delle sezioni ancora mancanti e indicherà il numero complessivo degli elettori votanti e quello dei voti nulli»[38][39]. Non "primo", come re d'Italia, ma "secondo" come segno distintivo della continuità della dinastia di casa Savoia[6]. Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza… Dal punto di vista legale nulla era cambiato, ma dal punto di vista sostanziale il potere del monarca era venuto a mancare per la scissione del territorio nazionale in zone distinte, entrambi per motivi diversi sottratti alla regia potestas: il Nord e il centro Italia, inclusa Roma, la capitale, si trovava di fatto, tramite la RSI, sotto il ferreo controllo tedesco, al Sud le condizioni dell'armistizio avevano privato il Re del potere statutario e della sovranità di fatto, per via delle limitazioni derivanti dall'armistizio[19]. Mentre il Paese, da poco uscito da una tragica guerra, vede le sue frontiere minacciate e la sua stessa unità in pericolo, io credo mio dovere fare quanto sta ancora in me perché altro dolore e altre lacrime siano risparmiate al popolo che ha già tanto sofferto. 2 del decreto legislativo luogotenenziale n. 98 del 16 marzo 1946[24], dovevano essere già assunte ope legis dal Presidente del Consiglio Alcide De Gasperi, nonostante il rinvio della comunicazione dei dati definitivi. Il progetto politico mazziniano e quello di Cattaneo furono vanificati dall'azione del primo ministro piemontese Camillo Benso di Cavour e di Giuseppe Garibaldi; quest'ultimo, pur provenendo dalle file della Giovine Italia mazziniana accantonò il problema istituzionale ai fini dell'Unificazione nazionale italiana. Si celebra infatti la nascita della Repubblica Italiana Spero che almeno in questo giorno di festa la smettiamo di dividerci per ogni cosa… e ci auguriamo … ... Riflessioni su Nulla. Con 12.718.641 voti contro 10… Dai dati del voto l'Italia risultò divisa in un sud monarchico e un nord repubblicano. Nel 1914, allo scoppio della prima guerra mondiale, l'Italia poteva essere annoverata fra le democrazie liberali, benché le tensioni interne, dovute alle rivendicazioni delle classi popolari, insieme con la non risolta questione del rapporto con la Chiesa cattolica per i fatti del 1870 (presa di Porta Pia e occupazione di Roma), lasciassero ampie zone d'ombra. Il 28 marzo 1927, a Parigi, tra il PRI, il PSI, il PSULI (nome assunto dai socialisti riformisti di Turati), la Lega italiana dei diritti dell'uomo e l'ufficio estero della CGIL di Bruno Buozzi si costituì la Concentrazione Antifascista. L'unico partito del CLN a esprimersi in senso favorevole alla monarchia fu il Partito Liberale, che durante il suo congresso nazionale, tenutosi a Roma, votò una mozione in tal senso, con 412 voti contro 261[27]. Il 2 giugno è una delle giornate in cui è più facile ascoltare l’inno nazionale detto Inno di Mameli ma che in realtà si chiama Canto degli italiani. 2 del decreto legislativo luogotenenziale 16 marzo 1946, n. 98, che prevedeva: «Qualora la maggioranza degli elettori votanti si pronunci in favore della Monarchia, continuerà l'attuale regime luogotenenziale fino all'entrata in vigore delle deliberazioni dell'Assemblea sulla nuova Costituzione e sul Capo dello Stato». Settantacinque anni di storia: un percorso intenso e tormentato, intriso di speranze e di delusioni, di traumi profondi e di mutamenti. DEVI ESSERE REGISTRATO PER POTER COMMENTARE LA NOTIZIA! Il 4 giugno 1944, con l'ingresso delle truppe alleate, Roma fu liberata. 1. La Costituzione della Repubblica Italiana è la legge fondamentale dello Stato italiano, che in quanto tale occupa il vertice della gerarchia delle fonti nell'ordinamento giuridico della Repubblica: considerata una costituzione scritta, rigida, lunga, votata, compromissoria, laica, democratica e tendenzialmente programmatica, è formata da 139 articoli e di 18 disposizioni transitorie e finali. I risultati ufficiali del referendum furono annunciati il 18 giugno 1946 e fu quel giorno che la Corte di Cassazione proclamò ufficialmente la nascita della Repubblica Italiana: 12.718.641 italiani avevano votato a favore della repubblica, 10.718.502 a favore della monarchia e 1.498.136 avevano votato scheda bianca o nulla. Festa della Repubblica Italiana 2020. Riflessioni sulla Semplicità ... Costituzione della Repubblica Italiana. Non si costruisce un nuovo ordinamento internazionale, saldo e sicuro, sulle ingiustizie che non si dimenticano e sui rancori che ne sono l'inevitabile retaggio. Il Fronte dell'Uomo Qualunque aveva mantenuto una posizione agnostica[28]. Inoltre, «l'angoscia del governo di far dichiarare la repubblica era stata tale da indurre al colpo di Stato prima che la Corte Suprema stabilisse realmente i risultati validi definitivi»[58]. Nel nord colpì il voto del Piemonte, territorio storicamente legato a Casa Savoia, dove la repubblica aveva vinto con il 56,9%. Allo scopo di garantire l'ordine pubblico venne creato, a cura del Ministero dell'Interno diretto da Giuseppe Romita, un corpo accessorio di polizia ausiliaria. Come si vede, i partiti che si erano espressi per la scelta repubblicana (DC, PCI, PSIUP, PRI e PdAz) ottennero complessivamente una percentuale di voti (poco più dell'80%) molto superiore di quella espressa in favore della Repubblica nella consultazione referendaria (54,3%). Anche Google rende omaggio alla nostra festa nazionale. Ne rimasero fuori il Partito Comunista d'Italia e gli aderenti ai partiti non ricostituitisi in esilio (liberali, popolari, ecc.). 2 del decreto, era subordinato al conseguimento della "maggioranza degli elettori votanti" da parte della monarchia[24] e, pertanto, l'interpretazione di conteggiare anche le schede bianche e nulle tra i votanti non sembra coerente con il contesto normativo, perché ne sarebbe potuto risultare uno scenario senza alcun vincitore. La nascita della Repubblica Italiana avvenne il 2 giugno 1946, in seguito ai risultati del referendum istituzionale indetto quel giorno per determinare la forma di governo dopo la fine della seconda guerra mondiale.. Oggi si fa presto a dire Repubblica. E uguale affermazione ho fatto subito dopo il 2 giugno, sicuro che tutti avrebbero atteso le decisioni della Corte Suprema di Cassazione, alla quale la legge ha affidato il controllo e la proclamazione dei risultati definitivi del referendum. Si trattò di un passaggio di grande importanza per la storia dell'Italia contemporanea dopo il ventennio fascista, il coinvolgimento nella seconda guerra mondiale e un periodo della storia nazionale assai ricco di eventi. La nascita della Repubblica Italiana avvenne il 2 giugno 1946, in seguito ai risultati del referendum istituzionale indetto quel giorno per determinare la forma di governo dopo la fine della seconda guerra mondiale. Se è vero che il popolo italiano partecipò a una guerra, che – come gli Alleati più volte riconobbero nel periodo più acuto e più amaro delle ostilità – gli fu imposta contro i suoi sentimenti, le sue aspirazioni e i suoi interessi, non è men vero che esso diede un contributo efficace alla vittoria definitiva, sia con generose iniziative, sia con tutti i mezzi che gli furono richiesti, meritando il solenne riconoscimento – da chi aveva il diritto e l'autorità di tributarlo – dei preziosi servigi resi continuamente e con fermezza alla causa comune, nelle forze armate – in aria, sui mari, in terra e dietro le linee nemiche. Il decreto luogotenenziale n. 151 del 25 giugno 1944, emanato durante il governo Bonomi, tradusse in norma l'accordo che, al termine della guerra, fosse indetta una consultazione fra tutta la popolazione per scegliere la forma dello Stato ed eleggere un'Assemblea Costituente. . Mai si parlò di esilio, da parte di nessuno. Il nuovo governo cominciò i contatti con gli Alleati per giungere a un armistizio. La cerimonia attuale prevede la deposizione di una corona d'alloro al Milite Ignoto, simbolo di tutti i caduti in guerra che non sono mai stati riconosciuti, presso l'Altare della Patria. Il giorno successivo tutta la stampa dette ampio risalto alla notizia. Occorre far conoscere alle nuove generazioni tutto questo ancora di più a scuola, ricordando le migliaia di ragazzi che hanno perso la vita affinché' noi oggi potessimo avere tutto quello spesso non ci accorgiamo di avere. Nel 1913, tuttavia, i socialisti ufficiali, i sindacalisti e i repubblicani conseguirono un lusinghiero risultato, riuscendo a far eleggere ben 77 deputati[10], senza contare i socialisti riformisti, filo-monarchici. Le vicende della seconda guerra mondiale non aumentarono le simpatie verso la monarchia, anche a causa degli atteggiamenti discordanti di alcuni membri della casa regnante. Inoltre, la XIII disposizione stabiliva il divieto di entrare in Italia per gli ex re, le loro consorti e i loro discendenti maschi. 1 509 735. Essendo lo Statuto del Regno (meglio noto come Statuto Albertino) una costituzione flessibile (esso cioè non prevedendo l'esistenza di leggi costituzionali poteva essere modificato con legge ordinaria), di fatto tale decreto dava vita a una sorta di assetto costituzionale transitorio, che introduceva una nuova forma di legislazione: il decreto legislativo luogotenenziale. E si fa presto anche a dire democrazia e poi libertà, popolo e Costituzione., Tutti questi termini appaiono scontati alle nuove generazioni. Compiendo questo sacrificio nel supremo interesse della Patria, sento il dovere, come Italiano e come Re, di elevare la mia protesta contro la violenza che si è compiuta; protesta nel nome della Corona e di tutto il popolo, entro e fuori i confini, che aveva il diritto di vedere il suo destino deciso nel rispetto della legge e in modo che venisse dissipato ogni dubbio e ogni sospetto. In base al più volte citato art. L'ex re Umberto II lasciò volontariamente il paese il 13 giugno 1946, diretto a Cascais, nel sud del Portogallo, senza nemmeno attendere la definizione dei risultati e la pronuncia sui ricorsi, che saranno respinti dalla Corte di Cassazione il 18 giugno 1946; lo stesso giorno la Corte integrò i dati delle sezioni mancanti, dando ai risultati il crisma della definitività. I votanti furono 24 946 878, pari circa all'89,08% degli aventi diritto al voto, che risultavano essere 28 005 449; le schede convalidate furono 23 437 143, quelle invalidate (bianche incl.) Furono inoltre esclusi coloro che erano rientrati in Italia fra la data di chiusura delle liste (aprile 1945) e le votazioni. L’ultimo conflitto per l’Europa, Einaudi, 2009. Nel 1944 si ebbe l'improvviso riconoscimento del Governo Badoglio da parte dell'Unione Sovietica, fatto che spiazzò sia gli angloamericani (all'oscuro delle relative trattative) sia la sinistra politica italiana, che fino ad allora aveva una posizione di netta chiusura nei confronti della monarchia. Il problema del giuramento di fedeltà alla monarchia, richiesto agli eletti, fu polemicamente risolto dal maggior esponente dell'"estrema", Felice Cavallotti, il quale, prima di recitare la formula dovuta, ribadì le sue convinzioni repubblicane, precisando di non attribuire alcun valore etico o morale alla formalità cui si stava sottoponendo[8]. La carta fu integrata con alcune disposizioni transitorie e finali, fra cui la I, che prescriveva: "Con l'entrata in vigore della Costituzione il Capo provvisorio dello Stato esercita le attribuzioni di Presidente della Repubblica e ne assume il titolo". Dopo la confluenza del PSULI di Turati, Treves e Saragat nel Partito Socialista Italiano di Pietro Nenni (luglio 1931), anche il movimento liberal socialista di Carlo Rosselli, Giustizia e Libertà entrò nella Concentrazione Antifascista (ottobre 1931). La Festa che celebriamo oggi è una giornata nazionale per ricordare la nascita della Repubblica Italiana. Come detto, il 2 e 3 giugno, contemporaneamente al referendum istituzionale, si tennero le elezioni per l'Assemblea Costituente, che dettero una maggioranza di gran lunga superiore ai partiti favorevoli alla repubblica, in quanto, tra i componenti il Comitato di Liberazione Nazionale, il solo Partito Liberale Italiano si era pronunciato in favore della monarchia. Giu 4,2016 Leave a comment By IRSIFAR. Di fronte alla comunicazione di dati provvisori e parziali fatta dalla Corte Suprema; di fronte alla sua riserva di pronunciare entro il 18 giugno il giudizio sui reclami e di far conoscere il numero dei votanti e dei voti nulli; di fronte alla questione sollevata e non risolta sul modo di calcolare la maggioranza, io, ancora ieri, ho ripetuto che era mio diritto e dovere di Re attendere che la Corte di Cassazione facesse conoscere se la forma istituzionale repubblicana avesse raggiunto la maggioranza voluta. Per capire il significato della Festa della Repubblica, dobbiamo prima conoscere la sua storia. Leggi gli appunti su tesine-nascita-della-repubblica-italiana-inscienze qui. Poi pensavo di poter tornare per dare anch'io, umilmente e senza avallare turbamenti dell'ordine pubblico, il mio apporto all'opera di pacificazione e di ricostruzione|Umberto II di Savoia, intervista con Edith Wieland. I risultati ufficiali del referendum furono annunciati il 18 giugno 1946 e fu quel giorno che la Corte di Cassazione proclamò ufficialmente la nascita della Repubblica Italiana: 12.718.641 italiani avevano votato a favore della repubblica, 10.718.502 a favore della monarchia e 1.498.136 avevano votato scheda bianca o nulla. Vi partecipano tutte le forze armate italiane, tutte le forze di polizia della Repubblica. Nel 1861, quando, in seguito al processo di unificazione, al Regno di Sardegna successe il Regno d'Italia, lo statuto non fu modificato (non era prevista una revisione costituzionale) e restò dunque il cardine giuridico al quale si sottometteva anche il nuovo stato nazionale. La strage di via Medina nel 1946 a Napoli, I voti favorevoli alla repubblica superarono di circa due milioni quelli favorevoli alla monarchia, mentre le schede nulle furono solo 1 498 136, Relazione di Attilio Piccioni al I Congresso della Democrazia Cristiana, Proclama in data 13 giugno 1946, riportato per esteso in narrativa, Ministero dell'Interno - Archivio Storico delle Elezioni - Referendum del 2 Giugno 1946, Il 2 giugno e quei voti nei sacchi della munnezza, Storia di Anna, la ragazza simbolo della Repubblica Italiana, La celebre foto (ritraente Anna Iberti probabilmente come una modella), fu scattata per il settimanale, La riproduzione del verbale dattiloscritto su foglio a quadretti è riportata sul sito internet, Gabriella Fanello Marcucci, cit., pag. Confido che la Magistratura, le cui tradizioni di indipendenza e di libertà sono una delle glorie d'Italia, potrà dire la sua libera parola; ma, non volendo opporre la forza al sopruso, né rendermi complice dell'illegalità che il Governo ha commesso, lascio il suolo del mio Paese, nella speranza di scongiurare agli Italiani nuovi lutti e nuovi dolori. Il repubblicanesimo nel primo dopoguerra e l'avvento del fascismo, I partiti antifascisti all'estero e in Italia, La "tregua istituzionale": dalla svolta di Salerno al referendum, Il suffragio universale e l'assemblea costituente, Abdicazione ed esilio di Vittorio Emanuele III, Gli esiti per la formazione dell'Assemblea costituente, La proclamazione dei risultati e i disordini, De Gasperi Capo provvisorio dello Stato repubblicano, Integrazione dei dati e giudizio definitivo sulle contestazioni, Enrico De Nicola Capo provvisorio dello Stato, Le cause di questa netta dicotomia possono essere ricercate nella differente storia delle due parti dell'Italia dopo l'armistizio dell'8 settembre 1943. Stime monarchiche valutano in circa tre milioni i voti che andarono persi per diverse ragioni, numero maggiore della differenza tra l'opzione repubblicana e quella monarchica[61]. Il 54,3% degli elettori sceglie la Repubblica decretando, con un margine di 2 milioni di voti, la fine della … Sancisce, inoltre, all'art. Il 13 giugno, il Consiglio dei ministri – riunito dalla notte precedente – stabilì che, a seguito della proclamazione dei risultati data il 10 giugno, da parte della Corte di cassazione, le funzioni di Capo provvisorio dello Stato, in base all'art. Nel 1901, il suo leader Ettore Sacchi affermò che ogni “pregiudiziale” nei confronti della monarchia doveva essere abbandonata, ritenendo tutte le riforme propugnate dai radicali compatibili con l'istituto monarchico[9]. Inoltre, con l'abbonamento aziendale, potrai avere la pagina della tua attività nella sezione dedicata! Le libertà che esso garantiva furono sospese e il Parlamento fu addomesticato al volere del nuovo governo. Per la prima volta votarono anche le donne. Lo stesso Statuto albertino ne uscì svuotato nei contenuti dopo l'instaurazione effettiva della dittatura fascista nel 1925. Ercole Ricci. Dal 13 giugno al 07 settembre 2016. Con la morte di Cavallotti e l'ingresso nel XX secolo, la componente radicale rinunciò per prima alla riproposizione del problema istituzionale. Il 2 giugno 1946 Dopo dopo 85 anni di regno dei Savoia, dopo 22 anni di regime fascista e la Seconda guerra mondiale fu un momento di svolta per il nostro paese. Eppure, un tempo dopotutto non lontano, su questi stessi termini si sono spese forze e lotte che hanno appassionato davvero le masse, fatto fare sacrifici a molti, caratterizzato numerose vite, molte addirittura spezzate per la loro difesa. Per contro, il nord dovette vivere quasi due anni di occupazione nazista e di lotta partigiana (contro appunto i tedeschi e i fascisti della, Una delle cause che contribuì alla sconfitta della monarchia fu probabilmente una valutazione negativa della figura di Vittorio Emanuele III, giudicato da una parte corresponsabile degli orrori del fascismo; dall'altro la sua decisione di abbandonare Roma, e con essa l'esercito italiano che venne lasciato privo di ordini, per rifugiarsi nel sud subito dopo la proclamazione dell'. I voti validi in favore della soluzione repubblicana furono circa due milioni più di quelli per la monarchia. 12 giugno - Il re scrive al Presidente del Consiglio dei Ministri di non acconsentire al trasferimento immediato dei poteri di Capo dello Stato ma che avrebbe rispettato «...il responso della maggioranza del popolo italiano espresso dagli elettori votanti, quale risulterà dal giudizio definitivo della Corte Suprema di Cassazione», aderendo in tal modo all'interpretazione data nel ricorso Selvaggi e dei professori padovani. 1: "L'Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro". Non indifferente fu l'appoggio al giovane movimento dell'alta borghesia, sia terriera sia industriale, dell'aristocrazia (la stessa regina madre, Margherita di Savoia, fu sostenitrice del fascismo), dell'alto clero e degli ufficiali, naturalmente dato dopo aver espunto quei caratteri socialisteggianti tipici del sansepolcrismo. Occorre far conoscere alle nuove generazioni tutto questo ancora di più a scuola, ricordando le migliaia di ragazzi che hanno perso la vita affinché' noi oggi potessimo avere tutto quello spesso non ci accorgiamo di avere. La mia partenza dall'Italia doveva essere una lontananza di qualche tempo in attesa che le passioni si placassero. Successivamente, il milanese Carlo Cattaneo si fece promotore di un'Italia laica come intesa dal Mazzini ma organizzata in Repubblica federale. Nella tarda mattinata del 12 giugno giunse al Presidente del Consiglio la risposta scritta del Quirinale nella quale il re dichiarava che avrebbe rispettato: «il responso della maggioranza del popolo italiano espresso dagli elettori votanti, quale sarebbe risultato dal giudizio definitivo della Corte Suprema di Cassazione»; non avendo la corte indicato il numero complessivo degli elettori votanti e quello dei voti nulli, secondo il sovrano, non era ancora certo se la scelta repubblicana, pure in netto vantaggio, rappresentasse la maggioranza degli elettori votanti. Qualunque sorte attenda il nostro Paese, esso potrà sempre contare su di me come sul più devoto dei suoi figli. Il governo e il buon senso degli Italiani provvederanno a riparare questo gesto disgregatore, rinsaldando la loro concordia per l'avvenire democratico della Patria»[55][56]. La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione. Con l'entrata in vigore della nuova Costituzione della Repubblica Italiana, il 1º gennaio 1948, De Nicola assunse per primo le funzioni di presidente della Repubblica. La moglie di Umberto, la principessa Maria José, cercò nel 1943, attraverso contatti con le forze alleate, di negoziare una pace separata muovendosi al di fuori della diplomazia ufficiale[74]. Contemporaneamente, a Napoli, città con un'elevata percentuale di popolazione di preferenza monarchica, i risultati del referendum accesero gli animi e la contestazione monarchica diede luogo a dei disordini; un corteo cercò di assaltare la sede del PCI in via Medina per togliere una bandiera tricolore esposta priva dello stemma sabaudo, ma raffiche di mitragliatrice, sparate da un'autoblindo della polizia che cercava di mantenere l'ordine pubblico, uccisero nove manifestanti monarchici[42], mentre altri 150 rimasero feriti[43]. La prima ci fu nel 1948 e nel 1950 venne inserita ufficialmente nel cerimoniale della giornata. Il 15 luglio 1946 il presidente dell'Assemblea Costituente, Giuseppe Saragat, leggeva il primo messaggio del Capo dello Stato Enrico de Nicola. Abbonandoti a IntornoTirano potrai avere accesso ai contenuti riservati e dare la tua opinione! Eppure, un tempo dopotutto non lontano, su questi stessi termini si sono spese forze e lotte che hanno appassionato davvero le masse, fatto fare sacrifici a molti, caratterizzato numerose vite, molte addirittura spezzate per la loro difesa.